Antonio Rizzo: ”Senza cultura, i popoli diventano barbari”

L’aula della Biblioteca Centrale Universitaria di Bucarest, ha ospitato il lancio del libro “Mi ricordo di un giorno di scuola. Viaggio nella memoria,attraverso ricordi le poesie imparate a scuola”, di Antonio Rizzo. L’evento è stato organizzato dall’Associazione degli Italiani di Romania RO.AS.IT sotto l’alto patronato dell’Ambasciata Italiana a Bucarest. Tra gli invitati: il dott. Ezio Peraro, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Bucarest; la dottoressa Paola Faraca, in rappresentanza dell’Istituto italiano di cultura di Cluj, oltre che ambasciatrice culturale per la Regione Umbria e per le città di Perugia e Assisi; i deputati Dragos Zisopol e Amet Aledin e la signora sottosegretario di stato Christiane Gertrud Cosmatu, da parte del Dipartimento per Relazioni Interetniche.
“Voglio ringraziare alla Biblioteca Centrale Universitaria che ci ospita, e voi tutti presenti” – ha esordito la signora Ioana Grosaru, presidentessa di RO.AS.IT –“L’Associazione degli Italiani di Romania ha assunto un ruolo importante nell’ambito dell’editoria: incluso il libro che presentiamo oggi. Il nostro obiettivo, come minoranza, è quello di recuperare la lingua madre. Proprio per questo il volume è bilingue”.

A sua volta, il dott. Ezio Peraro ha confessato che egli fa di tutto per non mancare a nessuna occasione in cui sia presentata l’italianità: “E’ molto piacevole per me presentare e rappresentare la cultura italiana. E’ un onore per me essere presente qui. E’ nostro dovere quello di costruire ponti tra le due culture – italiana e romena – e questo è possibile soltanto proponendo la nostra cultura anche agli altri, in modo di capire a nostra volta l’altrui cultura. I riferimenti che vi sono in questo libro aiutano i lettori a conoscere cosa studiamo noi a scuola” – ha concluso il dott. Peraro.
Un momento emozionante è stato il discorso del deputato Dragos Zisopol, il quale ha voluto ricordare chi sia stato il deputato Mircea Grosaru (scomparso a febbraio del 2014 – ndr), proponendo qualche istante di raccoglimento in sua memoria. “Qual è il ruolo dei poeti e delle poesie nei nostri giorni? – ha continuato l’oratore -. Esse sono manifestazione di credenza. E’ importante che siate presenti così numerosi oggi, per questo lancio del libro, e faccio gli auguri alla presidentessa Ioana Grosaru. Questo è un libro molto interessante”.
“E’ difficile per me raccogliere i miei pensieri… sono cosi contenta che di essere presente qui oggi, con cosi tanta gente per il lancio di un libro. Noi (il Dipartimento per Relazioni Interetniche – ndr) sosteniamo tutti coloro che rappresentano le minoranze nazionali. Vi trasmetto il plauso della signora Lackziko, che al momento non si trova nel Paese” – ha detto la signora Cosmatu, a cui il signor Aledin ha aggiunto: – “Noi, i rappresentanti delle comunità etniche, sappiamo apprezzare i nostri valori e portare avanti quello che abbiamo costruito. L’uomo è davvero libero quando propone a se stesso di realizzare qualcosa non soltanto sul piano personale, ma anche per la comunità alla quale appartiene”.
L’autore, Antonio Rizzo, ha cominciato il suo discorso ringraziando l’Associazione degli Italiani di Romania che ha reso possibile la pubblicazione del libro. “La vostra presenza qui dà valore al mio lavoro. In questo libro provo a ricordare il ragazzino che ero. Abbiamo la tendenza a dimenticare quello che ci è piaciuto nel passato e ci emozioniamo superficialmente di quello che viviamo nel presente… Per me, la poesia è una forma di preghiera. La cultura è un modo di avvicinarci a Dio. E’ un bene che dobbiamo preservare con tanta cura, perchè, una volta perso, i popoli diventano barbari. Avanzando nell’ età, percepiamo e vediamo con altri occhi gli eventi del passato. Rileggendo quello che leggevo da bambino e da giovanissimo studente, capisco quello che non capivo allora, ma che si andava depositando nella mia anima, e mi trasformava in quello che sono oggi”.

Paola Faraca ha recitato la poesia ”il gelsomino notturno” di Giovanni Pascoli. L’evento si è concluso con numerose richieste di autografo rivolte all’autore.

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